Parlano di noi

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in tutti questi anni sono andato a letto presto

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ciao soci di penna. era un sacco di tempo che volevo dirvelo. esattamente da tre anni e tre mesi. anzi, ve lo ridico, ciao soci di penna. diciamoci la verità, ci siamo persi di vista, ognuno perso ai fatti suoi … Continua a leggere

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Esserci

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Chissà chi sono quelli  che finiscono su questo blog, nel mese di agosto 2017. A leggere le statistiche c’è ancora chi passa di qua, attirato da chissà quale parola chiave o immagine. Sono spariti quelli che ci seguivano un tempo, … Continua a leggere

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le tre carte

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lo so, è giovedì, ma ormai dovete aver pazienza soci miei, a una certa età si comincia a far confusione, come quest’estate che è convinta d’essere un autunno. è tutto un giocare d’anticipo, come il governo insomma. sto guidando veloce, ho … Continua a leggere

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Se mi sveglio presto di domenica mattina

Se mi sveglio presto di domenica mattina e non riesco a riaddormentarmi significa che sto proprio andando verso gli anta, o forse…

Mi viene in mente la tesi di laurea che stavo leggendo ieri pomeriggio, e che andrebbe consegnata questo lunedì. Lo studente è molto intelligente, tecnicamente abile, si è applicato molto, si direbbe nel nostro giro. Eppure la sua tesi è una sorta di cronologia di quanto svolto, un flusso di coscienza meramente descrittivo, storicistico piuttosto che introspettivo. Le riflessioni, il confronto con quanto già visto ed elaborato nello stesso ambito precedentemente, sono stati completamente elusi. I miei suggerimenti, di concentrarsi su un paio di risultati sperimentali per poi riuscire ad avere la calma e l’attenzione per discuterli con competenza di causa, completamente dimenticati.

Confesso che questa cosa mi ha fatto molto arrabbiare ed ora, a mente fresca, ragiono sul fatto che mi arrabbio sempre di più per lo stesso motivo: per le persone che ti deludono. Va bene, lo studente sa il fatto suo, si tiene in tasca una media sufficiente ad avere di diritto la lode, e forse è così intelligente e sveglio da potersi permettere di eludere i consigli di una scienziata a tempo determinato. Però. Però è così in fondo che vanno sempre di più le cose oggi. Fai tanto. Lavori, prendi contatti, cerchi malamente di mantenerli -per lo meno quelli più promettenti-, twitti, fai gli auguri di compleanno agli amici di Facebook su una bacheca, aperitivizzi e ti apericeni, sorridi sbracato a qualsiasi pezzo da novanta che incroci il tuo interlocuire, ti fai vedere nei posti che contano. Poi? Poi è solo un flusso di coscienza, una mera descrizione di eventi, contatti, cose da fare, progetti da continuare o da tagliare, mere questioni di economia professionale. Torni a casa, cadi addormentato di stanchezza, e la mattina di svegli con una vecchia rabbia addosso, invece del ricordo di un sorriso, di una carezza, di un profumo. Forse il tempo di rielaborare il nostro vissuto non ce lo stiamo più dando, ed è per questo che la confusione ed il pressing delle cose da fare soffocano quel poco di buono e bello che le giornate ancora ci riservano. Così ora sto chiudendo gli occhi, per iniziare questa domenica in maniera diversa, e mi riprendo il sapore della prima vera pizza napoletana, l’odore fantastico proveniente dal cocktail sabbia-pizzetta da mare- coppertone, e un -chiudi gli occhi- soffocato da un bacio fresco.

E’ già un giorno nuovo. Buona domenica cari.

Bianca

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un tempio alla spiga

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ciao soci di penna, oggi non è venerdì, ma ne son passati così tanti dall’ultima volta che mi perdonerete due giorni d’anticipo. anche perché io domani l’altro ho da girare un piccolo documentario su una chiesa vicina a prato e … Continua a leggere

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Lotto per mille

Sono incolonnato in una specie di fiumana che ondeggia come acqua limacciosa deviata dagli argini e me ne sto dietro, deliberatamente dietro, per scelta direi o forse per necessità. Da lì la prospettiva è diversa e il mondo senza volto … Continua a leggere

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