darsi scuse

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E’ facile darsi scuse. Non essere felici della routine, ma non avere abbastanza tempo da dedicare a sè. Non avere soddisfazione dal lavoro, ma non poter pretendere di più perchè c’è anche altro a cui pensare. Non vedersi bene allo … Continua a leggere

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guerra

Dopo quella alla pandemia, inaspettatamente è arrivata la guerra in carne e ossa, a bussare alle porte di casa. Stiamo attenti a parlarne in pubblico, però. Se chiediamo la pace, siamo visti come putiniani. Se diciamo che le armi incrementano … Continua a leggere

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Tempo fa scrivevo

Tempo fa scrivevo del mio lavoro, delle canzoni che ascoltavo, degli spettacoli che andavo a vedere al teatro, delle piccole e grandi emozioni che mi riservava la quotidianietà.

Tempo fa scrivevo perchè riuscivo a ritagliarmi il tempo di uno, due, tre, una manciata di respiri solo per me.

E’ da diversi anni che questa manciata di respiri non riesco più a concedermela. Ho raggiunto degli obiettivi lavorativi, una stabilità contrattuale dopo 20 anni di contratti a termine ed auto comprate solo grazie alla garanzia altrui. Ho due figlie, un’adolescente ed una fanciulla, che crescono e trasformano la stanchezza di fine giornata in abbracci e sorrisi. Ho una famiglia che, volente o nolente, mi ha sempre sostenuto nelle battaglie che ho voluto fare. Non ho fatto i soldi, non mi sono comprata una casa nè posso immaginare di riuscire a farlo a breve, ma non ho ceduto a compromessi. Non sono ritenuta dalla società che mi circonda un esempio: non sono una madre molto presente che sa tutto dei compiti delle loro figlie, non condanno a spada tratta le negligenze di docenti e dirigenti che gli altri genitori elencano con disprezzo, non partecipo ad attività politico/culturali che si avviano di solito dalle 19 alle 22 di sera. A quell’ora preparo la cena e cerco di fare tutto quanto non ho fatto prima perchè ero al lavoro.

Ecco, se ora potessi immaginare di mettermi nei panni di un uomo, potrei togliere molti non al paragrafo precedente ed invece, non preoccuparmi di quel che non sono riuscita a fare. Se solo fossi un uomo.

Ma, per fortuna, non è così.

Auguri ragazze.

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E’ da giorni che ci penso

E’ da giorni che ci penso. Penso al fatto se sono solo io a vedere in un certo modo il mondo, adesso. Adesso che viviamo tutti nel timore, chi della malattia e chi della povertà. Povertà non solo per non … Continua a leggere

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Cosa sta accadendo?

Guardo le mamme che accompagnano i figli a scuola, e me lo chiedo. Ascolto i notiziari, e me lo chiedo. Ascolto la musica che passa alla radio, che mandano nei negozi, che esce dalle cuffie dei ragazzi per strada, e … Continua a leggere

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Parlano di noi

  

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in tutti questi anni sono andato a letto presto

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ciao soci di penna. era un sacco di tempo che volevo dirvelo. esattamente da tre anni e tre mesi. anzi, ve lo ridico, ciao soci di penna. diciamoci la verità, ci siamo persi di vista, ognuno perso ai fatti suoi … Continua a leggere

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Esserci

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Chissà chi sono quelli  che finiscono su questo blog, nel mese di agosto 2017. A leggere le statistiche c’è ancora chi passa di qua, attirato da chissà quale parola chiave o immagine. Sono spariti quelli che ci seguivano un tempo, … Continua a leggere

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le tre carte

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lo so, è giovedì, ma ormai dovete aver pazienza soci miei, a una certa età si comincia a far confusione, come quest’estate che è convinta d’essere un autunno. è tutto un giocare d’anticipo, come il governo insomma. sto guidando veloce, ho … Continua a leggere

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Se mi sveglio presto di domenica mattina

Se mi sveglio presto di domenica mattina e non riesco a riaddormentarmi significa che sto proprio andando verso gli anta, o forse…

Mi viene in mente la tesi di laurea che stavo leggendo ieri pomeriggio, e che andrebbe consegnata questo lunedì. Lo studente è molto intelligente, tecnicamente abile, si è applicato molto, si direbbe nel nostro giro. Eppure la sua tesi è una sorta di cronologia di quanto svolto, un flusso di coscienza meramente descrittivo, storicistico piuttosto che introspettivo. Le riflessioni, il confronto con quanto già visto ed elaborato nello stesso ambito precedentemente, sono stati completamente elusi. I miei suggerimenti, di concentrarsi su un paio di risultati sperimentali per poi riuscire ad avere la calma e l’attenzione per discuterli con competenza di causa, completamente dimenticati.

Confesso che questa cosa mi ha fatto molto arrabbiare ed ora, a mente fresca, ragiono sul fatto che mi arrabbio sempre di più per lo stesso motivo: per le persone che ti deludono. Va bene, lo studente sa il fatto suo, si tiene in tasca una media sufficiente ad avere di diritto la lode, e forse è così intelligente e sveglio da potersi permettere di eludere i consigli di una scienziata a tempo determinato. Però. Però è così in fondo che vanno sempre di più le cose oggi. Fai tanto. Lavori, prendi contatti, cerchi malamente di mantenerli -per lo meno quelli più promettenti-, twitti, fai gli auguri di compleanno agli amici di Facebook su una bacheca, aperitivizzi e ti apericeni, sorridi sbracato a qualsiasi pezzo da novanta che incroci il tuo interlocuire, ti fai vedere nei posti che contano. Poi? Poi è solo un flusso di coscienza, una mera descrizione di eventi, contatti, cose da fare, progetti da continuare o da tagliare, mere questioni di economia professionale. Torni a casa, cadi addormentato di stanchezza, e la mattina di svegli con una vecchia rabbia addosso, invece del ricordo di un sorriso, di una carezza, di un profumo. Forse il tempo di rielaborare il nostro vissuto non ce lo stiamo più dando, ed è per questo che la confusione ed il pressing delle cose da fare soffocano quel poco di buono e bello che le giornate ancora ci riservano. Così ora sto chiudendo gli occhi, per iniziare questa domenica in maniera diversa, e mi riprendo il sapore della prima vera pizza napoletana, l’odore fantastico proveniente dal cocktail sabbia-pizzetta da mare- coppertone, e un -chiudi gli occhi- soffocato da un bacio fresco.

E’ già un giorno nuovo. Buona domenica cari.

Bianca

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